Nuovo coronavirus e la formazione professionale in Svizzera

La crisi del coronavirus non deve indebolire la formazione professionale. Per questo, i partner si impegnano per evitare ripercussioni negative. In particolare, sotto la guida del gruppo di coordinamento «Formazione professionale 2030» hanno istituito un’organizzazione di progetto e alcuni gruppi di lavoro che si occuperanno delle sfide specifiche della formazione professionale di base. Le misure verranno realizzate in maniera coordinata a livello nazionale. La protezione della salute riveste la massima priorità.

Impegno dei partner

  • Tutti i partner si impegnano per evitare ripercussioni negative sulla formazione professionale.
  • Le competenze stabilite per legge rimangono valide, ma la collaborazione tra i partner viene intensificata.
  • Le misure vengono attuate in maniera coordinata a livello nazionale. I Cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro sono pregati di non prendere iniziative autonome.
  • Nei limiti del possibile le lezioni devono continuare in tutti i settori della formazione professionale. Le classi terminali hanno la priorità.
  • L’obiettivo è permettere agli apprendisti che frequentano l’ultimo anno di tirocinio di sostenere l’esame finale quest’estate nonostante le circostanze difficili.
  • La protezione della salute riveste la massima priorità.

Destinatari delle misure

Le misure decise dal gruppo di coordinamento e dai gruppi di lavoro sono indirizzate principalmente agli attori della formazione professionale, ovvero:

  • Cantoni (uffici della formazione professionale)
  • Scuole professionali e scuole d’arti e mestieri (tramite i Cantoni)
  • Tavola rotonda delle scuole professionali (tramite CSFP)
  • Aziende di tirocinio (tramite i Cantoni)
  • Centri CI (tramite i Cantoni)
  • Enti e organi responsabili della formazione professionale di base e superiore (tramite SEFRI e associazioni mantello)
  • Scuole specializzate superiori (tramite SEFRI e Conferenza SSS)